16 Maggio 2011

Risvegliarsi

I secchi schiantii delle fruste dei cocchieri agitavano il freddo buio dell'aria notturna.
Un sottilissimo strato di nebbia, formatasi poche ore prima, ricopriva le strade sparse irregolari come venuzze dando ad esse un unica tinta.
[...]
Schiarito da un basso sole il quartiere cominciò ad assumere colori rosei, sempre meno rimescolati col buio.
Rumori ,via via meno lievi e ora più frequenti, correvano intorno alle case che continuavano a dormire.
Come una carezza, data di primo risveglio, un velo di luce si stese con delicatezza sull'immobilità di quel ritratto chinato dalla notte.
[...]
Sotto i raggi che trasformavano il buio in penombra, un richiamo giunse perturbato al mio orecchio.
Quella voce scosse il mio ormai vacillante sonno, facendomi dolcemente scivolare da un soffice ricordo, al posto dove mi trovavo prima di chiudere gli occhi, qualche ora prima.
Mentre allontanavo da me i residui del sogno già dimenticato, respiravo sempre più rapidamente le caldi tracce lasciate dal giorno che invadeva la stanza.
Con tono pacato le chiesi se già fosse mattina.
Era seduta accanto a me, e non mi offrì immediatamente la sua voce, ma con un gesto portò una tazza alla mia mano.
La sua premura regalava senso al risveglio.
Tesi sprazzi luminosi scostarono il buio dalla sua piccola fronte, mentre portavano alla luce il mio sorriso.
Dalla parte superiore del suo viso, quei raggi, tagliarono quasi subito l'ombra che poggiava sulla punta del naso, e lentamente le trasportarono in volto i colori non abbacinanti dell'alba.
Il capo era sostenuto da un esile stelo... E quegli occhi, minuti, ma colorati di un marrone potente erano posati sui miei.
[... ]
Le cose sarebbero presto cambiate.
La vita decide di annaspare aria dai propri sogni, ma è così che ricade poi in una realtà di asfalto e di ricordi.
Una calda stagione sarebbe dovuta avvicinarsi, eppure il sole era rimasto indietro di un anno.
Era l'inizio di un rigido Giugno.



Qualcosa mai portato a termine da

Francesco Manga.

25/11/2002


... Ti ho mai detto che da piccolo volevo scrivere?

 
05 Febbraio 2011

Dylan Dog aveva ragione...

E lunghe ore a ingannarci così

a dire lui e lei, sempre gli altri
e i palliativi sono sempre tanti
per non ammettere che siamo qui
e Charlie Brown e Mafalda e la scuola
storie un po' vere a volte inventate
nei pomeriggi d'inverno e d'estate
di strani voli su una parola.
 
Quando cantavo Plaisir d'amour
tu mi guardavi e ridevi più forte
non lo capivi che ti facevo la corte
o forse capivi e la furba eri tu
e mi hai sospeso su un filo di lana
e mi ci terrai ancora per molto
giovane amore, fiore non colto
o forse si, ma da un'altra mano.

 
E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene
a volte credo di esserne certo
a volte invece sembra tutto uno scherzo
fuggono gli occhi come falene
amica mia sorella speranza
quello che vuoi io non ti dirò
quello che voglio non sentirò
quello che c'è dietro l'indifferenza.
 
E tutto è morto e tutto è ancor vivo
e solamente tutto è cambiato
quello che provo l'ho sempre provato
e credo ancora in ciò in cui credevo
e il fiocco nero è l'unica cosa
che mi è rimasta con la malinconia
ma insieme a questa stanca anarchia
vorrei anche te, amica mia.

Ma dimmi tu non è meglio così?
Immaginare ed illudersi sempre
qui ad aspettare qualcosa o niente
qui ad aspettare un no o un si
che in ogni caso sarebbero fine
di tutto questo che almeno è un ricordo
così studiato giorno per giorno
fatto di tanti cristalli di brina.

T.Sclavi  -  DYD 74 "Il Lungo Addio"



Dylan ha quasi sempre ragione.. Neanche tanto in questi versi splendidi.
Però dovunque altro l'abbia, l'avevo perso di vista.

.. E insieme al "di vista" ne ho persi due in aereo ..
c@##* !

 
26 Dicembre 2010

ovattato

Quando la serata é finita, in faccia avevo ancora il solito stampo da ebete, dovuto alle chiacchiere e al vino consumate. Sul tavolo c'erano questi fogli e alcune penne, mi é venuta la voglia di buttare giu qualcosa che poi potessi rileggere il giorno dopo, pensando di descrivere l'effetto del calore di qualche bicchiere di vino, in un giorno come questo (Natale).
Arrivato verso la fine del myo 'poema', peró ho letto solo di un attimo di solitudine desideroso di essere riempito di sogni. Il vino in questo caso é stato solo una cassa di risonanza. A voi ..



E il bicchiere é quasi pieno..
E lo porti alle labbra per sentirlo piu leggero.
Per sentirti piu leggero..
Per darti un compagno sul finire di questa sera.
Uno che non debba ascoltarti, ma che non debba neanche parlarti. In mezzo a qualcuno che parla per forza.
Un compagno che ti faccia compagnía.
Scende nella gola e sale, con la stessa velocitá, in un sorriso falso sulle labbra..
Non quei sorrisi falsi che porti per dovere nei confronti di una battuta che fa ridere poco.
Ma come quelli di passaggio, che ti convincono che la felicitá sia contenuta in un momento come questo.

Poi una canzone un po lenta ti riporta alla realtá. Soltanto piu leggero.
E allora brindi di nuovo con la tua testa..
Quando sei solo e qualsiasi rumore ti porta alla mente una sensazione.
Peró la canzone non é finita, e Frank Sinatra decide di prendere per mano la tua malinconía, mentre tu la spacci per tranquillitá.
Le sue note pensano per te. A momenti lontani che restano.
E che palesano la falsitá del sorriso che porti addosso.. Perché sorridi, tentando di ridare presenza a qualcosa che non c'é.

Ma poi riempi la testa di momenti che hai vissuto solo in un'idea.
Sai che li vivrai. E sogni.
Con la convinzione di mostrare a un'altra persona quello che tu vedi.
Di parlarle e spezzare con lei canzoni, sguardi, sorrisi..
E che siano sorrisi artefatti, importa poco.
Perché sai che il solo condividere due sorrisi artefatti, puo farne germogliare uno autentico.





... Dal Brasile, con molto Natale.

 
17 Novembre 2010

corto(metraggio)

Quando mostri l'anima in un'idea hai veramente talento.

" Il costruttore di mondi


Pare che questo Bruce Branit abbia lavorato su questo video, nei ritagli di tempo libero.
Per due anni di fila.
In gamba.

 

 
05 Novembre 2010

è ...



Ho perdonato errori quasi imperdonabili.
Ho provato a sostituire persone insostituibili... E dimenticato persone indimenticabili.
Ho agito per impulso.
Sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare...
Ma ho deluso anch'io.

Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo...

Mi sono fatto amici per l'eternità.
Ho riso quando non era necessario.

Ho amato. E sono stato riamato
Ma sono stato anche respinto.
Sono stato amato e non ho saputo ricambiare.
Ho gridato e saltato per tante gioie, tante.
Ho vissuto d'amore e fatto promesse di eternità...
Ma mi sono bruciato il cuore tante volte.

Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto.
Ho telefonato solo per ascoltare una voce.
Mi sono di nuovo innamorato di un sorriso.

Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia.
Ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale... Che ho finito per perdere.
Ma sono sopravvissuto.
E vivo ancora. E la vita, non mi stanca…
E anche tu non dovrai stancartene. Vivi.



È veramente buono battersi con persuasione.
Abbracciare la vita e vivere con passione.

Perdere con classe. Vincere osando.
Perchè il mondo appartiene a chi osa.
La vita è troppo bella per essere insignificante.

 

 
30 Ottobre 2010

Non sentire il freddo, il vento o la pioggia... Tutto andrà a posto

Un giorno in cui dovrei avvertire il freddo, il vento e la pioggia.
Ma come hai detto tu... Non li ho sentiti.
Tutto andrà a posto.

Perchè ho la certezza che queste sarebbero state le tue parole, prima di andare.

 



Volevo farti sapere che le ascolto ora.
E che non importa che tu non abbia potuto dirle con la tua voce.

Un abbraccio è tutto quello che mi manca, da quando non c'è più la tua voce.
Ma le parole le conosco. Ed è importante. E ti ringrazio

Quattro i post e non è neanche finito Ottobre.
Ma questo era per te, pà.

 

 
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